Le buone idee si vestono (ancora) di carta

È bastata una collezione di 70 dispense su carta allegate a una rivista tecnologica giapponese per dare il via a un’operazione da 65 milioni di ricavi (per ora…). Tutto firmato De Agostini Publishing.  Le riviste spiegano il mondo dei robot e forniscono indicazioni per costruire, un pezzo alla volta, settimana dopo settimana, un androide di nome Robi, un tipino simpatico, alto 35 centimetri, che cammina, saluta, canta, balla e reagisce a 200 parole di uso comune, persino accende e spegne la Tv. Non solo, ogni volta che viene chiamato, Robi risponde, sorride e dà il benvenuto al padrone di casa. Dimenticavo:  quando due o più Robi si incontrano possono interagire tra loro. Geniale no?

Fratello Robi, sorella carta

Sì, tanto geniale che il primo numero della dispensa ha venduto più di 100.000 copie e i giapponesi che seguono la serie sono circa 70.000, di cui 40.000 abbonati. È così che la De Agostini Publishing sta spopolando…e dove? In Giappone, la patria della robotica. Lanciata attraverso un sofisticato marketing multimediale (in un mese l’account di Robi registrava 50.000 tweet e impazzava su Facebook) l’operazione editoriale Robi è nata dalla collaborazione della De Agostini Publishing con un giovane ingegnere specializzato in robotica, Tomotaka Takahashi, 39 anni, professore associato all’Università di Tokyo, già famoso per aver inventato  una serie infinita di micro umanoidi controllati in remoto.

robi-small-01La carta è solo un anello di congiunzione

Il caso Robi richiama alla mente il fenomeno Tamagotchi, di cui tanto si è discusso. Noi ci vediamo la possibilità, certo…portata all’estremo, di poter coniugare le potenzialità del mondo digitale con quelle tradizionali della carta. Come dire che basta trovare l’anello di congiunzione, un’insepolta idea che, come una scheggia di tenebra perduta, faccia da snodo e…voilà: si può generare un business multimediale di portata immensa. È in questa alchimia che potrebbe giocarsi il prossimo futuro della carta.

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Perché se è vero che la carta stampata è in declino, che è finita o finirà domani, una cosa è certa: che la tocchi, la stropicci e sai di essere dentro un corpo a corpo, una sorta di svincolo sensoriale che connette neuroni, attiva la mente. Almeno in questo caso, la faccenda deve aver funzionato così.

In principio fu il piccolo Robi

Nel sistema mediale della comunicazione, la carta è ancora installata dentro una rete di scambi, in una posizione strategica dove le idee possono convertirsi in prodotti vincenti. A patto che gli editori cambino punto di osservazione: che significa scendere dal piedistallo, rimettersi in gioco, parlare al futuro. Sì… perché all’origine dell’operazione Robi non c’è stata la dispensa, tutt’altro: all’origine c’è l’idea di creare un piccolo, simpatico aiutante di nome Robi. Che se lo vuoi lo condividi, se lo condividi te lo puoi costruire, se  lo vuoi costruire ti compri la dispensa. È il terremoto della pianificazione. È ciò che ha cambiato la scena sulla quale (a fatica) ci muoviamo.

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