Leggere è come pregare

Leggere è un gesto di attenzione e di ascolto, è come pregare, occorre trovare lo spazio interiore per ospitare altre voci, farsi scegliere da altre vite, radicarsi in altri mondi. Quando leggiamo possiamo accogliere, con ogni fibra del nostro essere, quel viaggio che lega un uomo – che sia l’autore di un saggio o di un romanzo – alla vita.

Entrare nella mente di Adriano, nel mondo di un samurai o nelle travagliate vicende di una prostituta è un’esperienza di completezza che definirei carnale… perché le storie ci trasformano, diventano sangue, nervi, capacità di sguardo. Leggendo il cuore si accende, gli occhi vedono nuove vie di fuga e siamo così pienamente vivi. In questo senso leggere è vivere, produrre in noi esperienza e accedere, sillaba dopo sillaba, a quella meravigliosa mente comune che è la Conoscenza.

Ma cosa possiamo fare per salvare i libri e, soprattutto, l’esperienza della lettura? È l’interrogativo che la rivista Nu®ant* ha chiesto a illustratori italiani e non, e a quanti, come me, volevano riflettere sull’argomento.

Non credo servano i saloni del libro, né le applicazioni di augmented reality stampate sulle pagine, né sono utili gli e-book e gli e-reader. Tutto può servire ad aumentare temporaneamente gli acquisti, ma il gusto della lettura…proprio no. La lettura è separazione, sconnessione. E l’unica cosa che possiamo fare è dunque sconnetterci, cercare in noi quell’abbandono creativo che ci consente di gettare un ponte fra il conosciuto e lo sconosciuto fino a scoprire che una poesia o una storia possono farsi corpo dentro il nostro corpo.

Tutti abbiamo la mente occupata e preoccupata con tante cose da fare, da vedere, da pensare e in questo vuoto di senso finiamo per ascoltare soltanto le voci del nostro io, che spinge per dominarci.

Dico che leggere è come pregare perché in fondo è un esercizio di umiltà,  dobbiamo distogliere l’attenzione da noi stessi e restare pienamente presenti all’Altro… fino ad acquisire le sole qualità che ci rendono liberi: l’attenzione e la consapevolezza.

Da qualche tempo siamo tutti diventati decodificatori di informazioni, e questo ci dà una falsa impressione di conoscenza. La Conoscenza è invece un ‘non so’ che ci spinge all’ascolto, un gusto che forse comincia da lontano, quando un adulto prende un bambino in grembo e gli dice: c’era una volta…

Illustratori: Saccovallarino

Illustratori: Saccovallarino

*Queste riflessioni sono state pubblicate sul numero 13 della rivista Nu®ant, dedicata al tema del libro, più precisamente a un interrogativo – cosa faresti per salvare i libri? – fiorito dalla lettura Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Pensato per ospitare i lavori di disegnatori ispirati di volta in volta da un tema diverso, Nu®ant è un magazine sfogliabile anche sul sito www.nurant.it. Fondatori sono due giovani grafici-illustratori, Sergio Caruso e Nicola Iannibello, ai quali si è unita Sonia Mion. I due hanno voluto dedicare un magazine alle creazioni più interessanti di artisti che operano sulla scena internazionale.

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