Locali e connessi

Locali e connessi. In cosa consiste questa sfida di cui si parla tanto? Sembrerebbe un ossimoro, ma non lo è. Mentre sempre più spesso i localismi ( intesi come specificità di di settore, di regioni, di professionalità, di specializzazioni) cercano di affermarsi, al tempo stesso siamo obbligati a riferirci all’intero mondo e ai mille contesti  ai quali la rete ci consente di giungere. Si tratta di un modello sociale ma in fondo anche di un modello di pensiero. Locali significa che tutti noi cerchiamo un posticino in cui sederci in questo mondo troppo grande. Connessi che cerchiamo un po’ di sicurezza attraverso la rete.

L’esperienza di certe piattaforme fondate sul criterio ‘locale e connesso’ può aiutare a capire. Uno su tutti, il più recente, nell’ambito dell’editoria, è il fenomeno di CityNews, un network di informazione locale online presente in 38 città, basato sul ‘citizen journalism’. Un giornale che sta ribaltando il modo tradizionale di fare giornalismo. Lo ha fondato Luca Lani, classe ‘73, che aveva già inventato quella genialata che è Studenti.it. L’idea a monte di CityNews è quella di sviluppare tutto quel mercato che prima andava sulle pagine Gialle e sulla free press locale. Un mercato che vale 1,2 miliardi, e che non era mai stato digitalizzato.

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Cosa fa CityNews? Fa cronaca cittadina:  incendi, strade chiuse, mostre, concerti, processioni, negozi che aprono … Risultato: una marea di cittadini scrivono, commentano, integrano con ulteriori informazioni. Niente editoriali, niente opinioni. Sì perché un giornale-piattaforma è una cosa ben diversa da un giornale tradizionale. I cittadini sono il fulcro centrale del progetto, possono pubblicare, tramite la piattaforma, informazionim e contributi multimediali sulla propria città in tempo reale. Chi si occupa del giornale on line guarda e studia le statistiche, gestisce la fan page su FB, ha un rapporto con gli utenti, fa da moderatore.

E la pubblicità? C’è una persona in ogni città che prende il sito in mano, batte negozio per negozio, spiega ai commercianti che i soldi che investe nella piattaforma gli ritornano e in che modo gli ritornano, visto che può controllare le performance grazie a un sistema comprensibile e inequivocabile. Nel 2012 (primo anno di attività) CityNews ha fatturato 1,4 milioni, che dovrebbero diventare 3  nel 2013.  79mila euro l’anno per ogni testata locale (solo 6.600 al mese, 220 euro al giorno di piccola pubblicità). Piccole cifre che formano i 3 milioni. Picccole sì, ma connesse.

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4 pensieri su “Locali e connessi

  1. Ognuno cerca un posto che gli dia la necessaria stabilità-sicurezza nel mondo troppo vasto per controllarlo, ma insieme tale posto confinato gli deve consentire di collegarsi con tutto il mondo, e ciò può avvenire solo attraverso la rete. Il neonato nella culla deve sentirsi “costretto” tra due confini ( cuscini, rotoli di coperte, ecc.) perché in assenza di tali confini limitanti dello spazio eccessivo si sentono disorientati e in pericolo.

  2. Si, viviamo oggi questa contraddizione su molti piani. Vorremmo essere recintati ma al tempo stesso sporgerci fuori dalla culla. Vorremmo sapere cosa è accaduto ieri nel nostro quartiere e, insieme, sporgerci su un quartiere iraniano bombardato. Possiamo, per la prima volta nella storia, soddisfare questa curiosità. E’ una nuova condizione esistenziale, in fondo mai accaduta prima. Affascinante sì, ma che procura ancora qualche brivido.

  3. L’infinito, l’eternità sono entità che spaventano l’uomo poiché non vi trova punti di riferimento alla sua finitudine. E, paradossalmente, l’uomo è anche spaventato dagli spazi chiusi e senza via di fuga. Soffre infatti di crisi di panico da luogo chiuso come da luogo troppo vasto. Certamente la rete (tutti i mezzi di comunicazione rapida) offrono all’uomo, attraverso la possibilità di connessione in tempo reale, di superare il panico dell’isolamento, sentimento oggi insopportabile. Il neonato in culla se non ha sponde (le migliori sono le braccia materne) che gli offrono la sicurezza di definire il suo spazio, si sente smarrito e abbandonato, e piange.

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