La morte corre sul QRcode

Il rapporto con la morte, nella nostra cultura, è sempre intimo, nascosto, privato. I morti non appartengono all’umanità ma restano in un certo senso alla famiglia. Eppure… quando capita di andare in giro per i cimiteri viene sempre spontaneo guardare le foto sulle tombe e pensare: chi è stata quella persona? Cosa avrà mai fatto nella sua vita? Qual era il suo passatempo preferito? E le piccole manie? Le cose che ripeteva spesso? E qual è quella maledetta faccenda che voleva risolvere e che gli è rimasta nel cuore fino alla fine?

Sarebbe così interessante se, accanto ad ogni foto, ci fosse un semplice QRcode stampato sul marmo da cui poter accedere a un piccolo racconto esistenziale, mille battute o poco più,  che consentano a un visitatore silenzioso di catturare sottovoce, oltre la superficie di una foto, una traccia di destino, pochi tratti di quella infinita frammentazione che è la nostra esistenza. Mi piacerebbe sapere di un defunto a me sconosciuto quelle piccole venature della vita, curiosità, attimi decisivi e strappi di quel disperso vagare nel mondo che sono le vite di noi umani. Altro che quei terribili epitaffi che si leggono sulle lapidi…”In gran decoro condusse la sua vita fermamente, amante del suo lavoro, dedito alla famiglia eccetera eccetera. Scopro solo ora che un‘impresa funebre messicana, la J. García López, ha cercato di fare qualcosa di simile utilizzando i QRcode sui manifesti mortuari digitali per mostrare un  video con i momenti significativi della vita del defunto.

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Sono decisamente brutti. Ma l’idea di base c’è. Non posso non concludere con Edgar Lee Master che, nella sua Antologia di Spoon River, fa parlare Richard Bone, incisore di lapidi mortuarie, e gli fa dire: “Ma dopo che vissi fra la gente di qui,\ mi accorsi di come coerenti alla vita\ fossero gli epitaffi ordinati dopo la morte.\ Tuttavia scolpii ancora tutto ciò per cui mi pagavano \e mi resi complice delle false cronache\ su pietra \come fa lo storico, che scrive\ senza sapere la verità\ o perché è influenzato a nasconderla…\

P.S. All’ultimo Salone dei prodotti funerari che si è tenuto a Bologna, un’azienda di Porto San Giorgio ha proposto un nuovo modello di santino: alla foto tascabile del defunto, aggiunge un codice Qr che indirizza a una pagina ricordo dell’estinto, con fotogallery, video, musica di sottofondo.  La stessa ditta propone poi una stampante per fiori capace di incidere un nome o una frase-ricordo sui petali.

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4 pensieri su “La morte corre sul QRcode

  1. Buongiorno Anna,
    Ho trovato oggi sul Web il suo blog e ho trovato particolarmente interessante questo articolo.
    In effetti siamo la prima ditta di marmistica in Emilia a proporre da qualche mese ai nostri clienti un piccolo QR in ceramica da applicare alle lapidi. Questo progetto si chiama QR RICORDO e lo scopo é proprio quello di conservare la memoria, di tramandare i ricordi, di ridare voce ai nostri cari.
    Se vuole può visitare il nostro sito: http://www.marmiegranitinovi.it/qrRicordo.aspx
    Anche il Resto del Carlino ha pubblicato un articolo su noi: http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/provincia/2014/02/25/1031108-codice-qr-tombe-lapidi.shtml
    Anche un giornale locale: http://www.temponews.it/news_4932_Epitaffi_20.html#.UwzJDRgg9x0.facebook

    La ringrazio per l’attenzione.
    Buon lavoro!
    Gisella

  2. Buongiorno a tutti ,
    si è vero l’articolo è molto interessante , lo leggo solo adesso con un pò di ritardo …
    provate a visitare il sito infinityqr.com.

    Cordiali saluti

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